Recap – 24h Daytona 2020

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🏴🔥🇮🇹 DRS POST RACE

DRS Wave Italy DP | P10 Prototype Class | Top Split
Marco Arcidiacono (Team Leader DP)

La 24 ore di Daytona, la più importante e prestigiosa Endurance su iRacing e anche nella realtà, è, insieme alla 24 ore di Le Mans, l’evento più atteso dell’anno. L’equipaggio che ha preso parte alla gara composto da Marco Arcidiacono, David Greco e Francesco Barattieri, hanno affrontato questa gara di durata a bordo della Chevrolet Corvette C7 Daytona Prototype sul velocissimo tracciato di Daytona, in Top Split.
Le forze in campo nella categoria prototipo erano di altissimo livello, con avversari del calibro di Martin Kronke, Mitchell DeJong, Max Verstappen, Sage Karam e molti altri. Ci aspettava una gara molto dura, e tale aspettativa non è stata disattesa.
In seguito alla qualifica, occupavamo la 14° piazzola in griglia; c’era molta agitazione e tensione durante il giro di formazione dietro la pace car. Bandiera verde e via! La 24 ore di Daytona 2020 ebbe inizio! C’era molta accortezza nei primissimi giri di gara, nessuno dei numerosi team aveva voglia di rischiare, per cui eravamo tutti accodati…questo per la prima ora, perché già alla seconda ora qualcuno si è preso dei rischi provocando dei tamponamenti, e noi abbiamo tratto profitto da queste situazione portandoci in lotta per la 7° posizione.
Dopo diverse ore, quando le forze in campo stavano dando il meglio di sé, i grandi lì presenti hanno dettato il loro passo, e noi abbiamo fatto il meglio che abbiamo potuto per disputare la miglior gara possibile ed evitare qualsivoglia tipo di problema, ma, come spesso accade in queste gare di durata, qualche piccolo inconveniente è purtroppo arrivato. Una Mercedes di classe GTD ci ha stretti contro il muro in uscita di curva 6 danneggiando la fiancata destra della nostra macchina e costringendoci ad una riparazione della durata di 1 minuto circa. Eravamo in lotta per la 9° posizione, e ciò ha compromesso la conquista di quest’ultima. In seguito, ci è stata inflitta una penalità a causa di eccesso di velocità in pit-lane. Al di là di questi due inconvenienti, per tutte le 24 ore abbiamo disputato una gara molto solida, priva di incidenti, priva di contatti o tamponamenti con altre vetture. Abbiamo tagliato il traduardo in 10° posizione riuscendo comunque a rimanere davanti ad uno tra i team più forti presenti all’evento. Possiamo migliorare, e troveremo il modo per farlo.

DRS Wave Italy AMG | P8 GT3 Class |  Top Split
Filippo Orlandi (Team Leader GT3)

Notte, l’asfalto scorre veloce, illuminato dai fari della nostra AMG GT3 che stò guidando. Un fischio alle orecchie copre l’urlo del motore, ma ancora più forte e prepotente è il battito del cuore in gola. Sono al limitatore in sesta piena, in scia del mio avversario che mi precede di un metro, la sua auto mi copre la visuale, vedo appena la curva, lui non cenna a frenare ed io lo seguo in curva senza mollare, l’auto si inclina paurosamente di fianco e al contrario di sempre mi sento tirare verso l’interno, No, non è pazzia, è il banking, 31 gradi, è DAYTONA.
Aspettiamo da un anno, la 24h di Daytona. Finalmente tre settimane fà abbiamo definito il nostro equipaggio, un equipaggio internazionale che dovrà mettersi alla prova per cercare una TOP 5 in split 1:
Simone Maria Marcenò
Elliot Biddle
Filippo Orlandi

Abbiamo lavorato senza sosta, setup, stint, strategie, non ci siamo mai fermati e finalmente è giunto il giorno.
Simone piazza un ottimo tempo in qualy che ci piazza in quarta posizione. La sua magia non finisce qui, dopo
pochi giri è già secondo e alla fine del primo massacrante turno di guida da 4h entra al box per il cambio pilota
in prima posizione a 10 secondi dal secondo.
E’ il turno di Filippo, la notte è scesa, la prima posizione scotta, nessun errore da parte sua e tanta cautela nel conservare
intatta l’auto durante il suo turno da 4h. Un’occhiata agli specchietti in più lo salva per ben due volte da due doppiatori
che arrivando lunghi in staccata rischiano di travolgere l’auto. Al rientro, sfinito, lascia l’auto al compagno in terza posizione.
E’ il turno di Elliot, Australiano, il fuso orario gioca nostro favore, per lui non è notte fonda, ma è gia mattina.
I giri si susseguono rapidi con un ottimo passo, la rimonta sul secondo è alla portata, quando tutto sembra andare per il meglio si palesa lo spauracchio delle gare di durata, un doppiante tampona la nostra auto che, nonostante i tentativi di recupero finisce a muro.
Le strategie, in una 24h ti devi preparare a tutto, pensare ad una strategia non basta, devi avere pronti piani alternativi perchè non sai mai cosa capiterà. Ma noi siamo pronti, Elliot rientra, ripara, riparte, adesso abbiamo un pit in pù sulle spalle
ed un cambio gomme di troppo, l’auto non è al 100% e perdiamo uno due decimi al giro. Non ci diamo pervinti. E’ il momento
del cambio turno dopo 4h di sofferenza.
Simone è pronto, ha avuto 8h per riposarsi, si il piano prevedeva il riposo, per questo avevamo turni così lunghi, ma chi riesce
a dormire? Rientra in piasta in decima posizione. Demoralizzato ma non abbattuto inzia la rimonta ma dopo 2h, di nuovo, lo
spauracchio. Il suo cambio al voltante ha problemi, non riesce più a scalare le marce, di nuovo rientro al box imprevisto.
Rientra Elliot per coprire le 2h che mancano al cambio pilota, per fortuna era li, e dove poteva essere? a dormire? No.
Orlandi non si da pervinto, è il suo turno, siamo in nona posiszione, con meno da perdere si butta in una rimonta improbabile
viste le condizioni dell’auto non proprio perfette. Al termine di 4h forsennate ci troviamo a 20 secondi dal quinto. La Top
five è alla portata. Il volante di simone sembra essere tonrato in vita, sale in macchina ma dopo poco purtroppo di nuovo problemi. Orlandi è allo stremo, non può entrare di nuovo. Il momento è arrivato, le strategie, i piani alternativi sembrano non bastare questa volta, siamo fregati. Fuligni, si Fuligni, si è allenato tanto con noi, lui potrebbe si, è lui il nostro plan B. Lo chiamo, e dopo due minuti è già pronto, La nostra AMG malconcia rientra al Box, Fuglini sale in un lampo e si spara due ore di adrenalina in vena, non risponde neanche via radio, è in trans.
Grazie a lui Orlandi riesce a riposare quanto basta per evitare i crampi al polpaccio sinitro, l’ultima ora è la sua ed anche la difesa dell’ottava posizione è la sua, negli ultimi 20 minuti tutto il team è con lui via radio, fuel saving, scie, difesa, gli avversari non ci stanno la diretta TV punta gli obbiettivi sulla lotta, tutti si godono la battaglia finale. Orlandi deve scappare ma la benzina non basta, il fuel saving lo deve fare ma non può rallentare. Al penultimo giro, gli avversari non hanno più benzina e devono rientrare, noi invece, noi invece abbiamo conservato gli ultimi litri di benzina che ci proiettano verso la linea del traguardo! Ottavi.
Anche quest’anno si è conclusa, sarebbe potuta andare meglio, questo è certo, il podio sarebbe potuto essere il nostro. Ma poi, perchè MEGLIO? Cosa c’è di meglio? allenarsi per settimane, spronare i propri compagni ed essere spronati a togliere sempre un maledetto decimo, un decimo alla volta, ridere divertirsi e spararsi finalmente 24h di pura follia in quella DAYTONA dove le auto in sesta al limitatore arrivano in curva ma non frenano, si inclinano di 31 gradi e volano!!

DRS Wave Italy M8 | P5 GTE Class | Split 4
Nicola De Cristofaro (Team Leader M8)

Gara di rodaggio per la nuova formazione in GTE, ma con obiettivo minimo la top 5. Buona qualifica del veloce Riccardo LaMoglie in P7 in uno split molto competitivo. Nei primi giri Francesco Meola teneva una condotta regolare evitando con mestiere le trappole e la foga dei primi giri. Nello stint successivo, con “pista libera”, Riccardo LaMoglie poteva impostare il suo ritmo effettuando in scioltezza vari sorpassi e doppiaggi. Si alternavano negli stint successivi tutti i drivers del team: De Cristofaro, Masi, Cuomo e Cadenazzi. Nonostante qualche tamponamento subito la notte passava abbastanza “liscia”, con un lento ma costante recupero che portava la macchina in P5, un mega stint di 4 turni di LaMoglie, alle prime luci dell’alba, consolidava la P5.
Il resto della mattina scorreva “lentamente”, con una macchina lievemente danneggiata e non al top, sino al traguardo finale della agognata 5a posizione !